Addio a Gino Munaron


Gino Munaron un grande pilota e un grande amico dell’ASI, ci ha lasciati nella notte tra sabato e domenica all’età di 81 anni.Era malato da tempo e malgrado la sua prorompente vitalità, ha trovato in questa curva della vita una forza più grande lui, che lo ha fatto brutalmente uscire di strada.


In questo triste momento a noi piace ricordarlo in Sardegna, all’Asiautoshow pieno di vita e di entusiasmo, sempre pronto alla battuta, sempre pronto a raccontare le storie di quella sua lunga carriera di pilota.Sulle orme di un padre che aveva partecipato a cinque Mille Miglia, inizia a correre alla Aosta – Gran San Bernardo del 1949, con un’auto costruita da lui insieme a Paolo Cordero di Montezemolo, zio dell’attuale presidente della Fiat e conclusa nel 1961, con una significativa presenza in Formula 1 al volante di Maserati e Cooper.Ma tra queste due date, c’è tutto quello che si può immaginare nella carriera di un pilota, corse in salita e su strada , gare in circuito brevi e di durata su vetture di ogni marca e cilindrata, che Gino era capace di portare al successo.Dopo l’ esordio, finito con un fuoristrada, la vettura successiva fu una classica Topolino C, per poi passare alle più impegnative Nardi, Siata 8V, Osca, Alfa Romeo, Cooper con motore Maserati, Ferrari o Alfa Romeo, poi ancora Maserati e Ferrari alternando, come era usuale a quell’ epoca, le vetture sport, alle monoposto di F1.


Nella guida lui stesso dichiarava di non essere stato un ragioniere e si essersi rotto 19 ossa, tra le quali 4 volte il bacino!Scrivere, anche solo una sintesi, della sua attività sportiva richiederebbe diverse pagine, in quanto ogni anno partecipava a tantissime corse. Ma Gino Munaron non è stato solo un pilota, ma anche un importante imprenditore, fu infatti tra i fondatori della BMW Italia e collaborò a lungo con TRW e Lemforder e per un certo periodo fu anche produttore di ottimi vini, nella sua bella tenuta di Castelnuovo Belbo, che conduceva con il solito entusiasmo.


Gli piaceva ancora guidare e partecipò recentemente alla 1000Miglia, con una Peugeot 203, in ricordo della vittoria di classe, ottenuta alla gara bresciana nel 1953 con stessa vettura.Ci lascia un’ eredità di entusiasmo, ottimismo e amore per la vita, una vita che gli ha dato tanto e che lui ha sempre affrontato con la profonda gioia di giocarsi ogni esperienza sino in fondo.


Ciao Gino, gli amici dell’ASI e tutti coloro che amano il nostro mondo ti salutano con affetto e riconoscenza e di lassù pensa a noi.

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