La collezione storica della Carrozzeria Bertone

L’Automotoclub Storico Italiano ha acquisito la collezione storica della Carrozzeria Bertone il 28 settembre 2015 partecipando all’asta fallimentare dell’azienda che ne ha concluso le vicende giudiziarie avviate nel 2007.

Questa collezione – tutelata e vincolata dal Ministero Italiano per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – è composta da 81 pezzi tra veicoli completi e funzionanti, telai e modelli di stile: un patrimonio che non potrà essere disperso vendendo singolarmente i pezzi e non potrà essere trasferito all’estero.

La Collezione ASI Bertone, oggi esposta al pubblico presso il Museo Volandia all’Aeroporto Milano Malpensa, rappresenta una traccia fondamentale per il motorismo storico italiano.

Collezione ASI Bertone

La Collezione ASI Bertone è composta da 79 esemplari tra veicoli, telai e modelli realizzati dalla celebre Carrozzeria Bertone. Comprende mezzi di grande valore storico come le Lamborghini Miura, Espada e Countach, una Lancia Stratos stradale, un’Alfa Romeo Giulia SS, una Giulia Sprint, una Montreal e numerosi prototipi della Carrozzeria Bertone.
Nel 2015 l’ASI si è aggiudicato la storica collezione, la cui vendita è stata dichiarata d’interesse culturale dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che impose come vincolo che l’intera collezione fosse venduta all’asta telematica nella sua totalità. Inoltre, l’ASI non potrà disperderla rivendendo i pezzi singolarmente, e non potrà mai trasferirla all’estero.
Con l’acquisizione della Collezione Bertone si è di fatto aperta una nuova era per l’Automotoclub Storico Italiano, che ribadisce il suo ruolo centrale nella difesa del motorismo storico e nel recupero e la conservazione dei veicoli d’epoca, consentendo agli appassionati di continuare ad apprezzare una collezione che fa parte del patrimonio culturale motoristico italiano.
Attualmente la Collezione ASI Bertone è esposta al Parco e Museo del Volo di Volandia (Somma Lombardo), nei pressi dell’Aeroporto Milano-Malpensa.

Alfa Romeo Giulia Sprint (1963)

Forse la vettura più celebre carrozzata da Bertone è l’Alfa Romeo Giulia Sprint, versione coupé della mitica Giulietta. Grazie alla sua linea compatta, pulita ed elegante, diventerà una delle best sellers degli anni ‘50 e ‘60, sognata dai giovani e posseduta dai rampanti protagonisti del boom economico.

Simca 1200 S Coupé (1967)

La Simca 1200 S è la versione potenziata della 1000 così, per regalare più sportività e un aspetto che ammiccasse ai giovani, Bertone alleggerì di finezze stilistiche e cromature la Coupé e la caratterizzò più sportivamente.

Bertone Runabout (1969)

Nel 1969 Bertone scelse la briosa meccanica dell’Autobianchi A112 per presentare una stravagante barchetta a cuneo, sulla quale spiccano i proiettori all’altezza dei montanti. La soluzione di rovesciare la meccanica di una “tutto avanti” come la A112, servì come banco di prova per la X1/9.

Fiat Dino Coupé (1970)

Una delle più belle automobili marchiate Fiat ha la linea firmata Bertone. La Dino Coupé ha il motore 6 cilindri a V progettato con Ferrari, prima di 2 litri poi di 2,4. Il modello che riportava la Fiat tra le sportive di classe, presentava la linea fastback più bassa e slanciata rispetto alla Spider disegnata da Pinifarina.

Suzuki Go (1972)

Fra i progetti più eclettici di Bertone negli anni ‘70, c’è sicuramente la Go del 1972, un originalissimo veicolo polivalente adatto al trasporto di una motocicletta dal disegno filante e sottile. Meccanica motociclistica e gruppo differenziale-invertitore con trasmissione a catena brevetto interno di Bertone.

Lancia Stratos HF (1975)

Nel 1971 la Lancia presentò la Stratos nel modello definitivo. Il motore era un Dino a 6 cilindri di 2,4 litri e 192 CV montato posteriormente. La linea a cuneo era caratterizzata da alcune soluzioni stilistiche mai viste nella produzione di serie, come il parabrezza fortemente incurvato a inglobare i cristalli laterali.

Chevrolet Ramarro (1984)

Uno dei grandi obiettivi di Bertone fu di carrozzare un telaio Chevrolet Corvette con alcuni criteri ritenuti rivoluzionari. Ci riuscì nel 1984 con la Ramarro, vettura sperimentale con il motore “sezionato” spostando radiatore e condizionatore al posteriore. Soluzione che permise un design modernissimo.

Citroën Zabrus (1986)

Sulla base della BX a trazione integrale, Bertone realizzò una moderna due volumi di linea sfuggente e affilata a cui fa da contraltare un posteriore avvolgente. Dalla vettura furono poi presi numerosi stilemi apparsi sulla successiva ZX mentre rimasero esercizio di stile le grandi porte apribili verso l’alto.

Lamborghini Countach (1987)

La nuova vettura secondo le direttive di Nuccio doveva entrare in produzione con una linea molto fedele a quella del prototipo, valorizzando la meccanica estrema (motore V12 longitudinale e cambio rovesciato a centro macchina) e la ricerca aerodinamica prima di tutto.

Lancia K Kayak (1995)

Basandosi sulla Lancia K, Bertone volle rivisitare il concetto di Granturismo all’italiana presentando la Kayak: cofano lungo e slanciato, coda morbida ma spiovente, abitacolo comodo per 4 persone con rivestimenti pregiati. Sotto il cofano, il 5 cilindri di 2446 cc da 175 CV della berlina Lancia.

BMW Pickster (1998)

Una carrozzeria bassa e larga non si addice a un pick-up, ecco perché l’esercizio di stile su telaio e motore BMW fu così provocatorio: frontale aggressivo (reso più accattivante dalla doppia colorazione), grandi ruote da 21” e piano di carico piatto accerchiato da linee sinuose e dal vistoso alettone.

BMW C1 (1999)

Alla fine del secolo Bertone si lancia in una nuova sfida, quella di realizzare una moto di serie. Riuscirà nel suo intento grazie alla BMW che gli affiderà la produzione del C1, primo scooter al mondo con tettuccio. La struttura è una space-frame in alluminio ad alta tecnologia arricchita da un roll-bar per il guidatore.

Bertone Birusa (2003)

L’ultima vettura nominata con un detto piemontese, “Birusa” (che vuol dire audace, ardimentosa), è proposta nel 2003 per omaggiare la figura di Eva Marzone, nota negli ambienti sportivi con il nomignolo di “Birusa”, motociclistica torinese degli anni Trenta. Il telaio derivava dalla BMW Z8.

Alfa Romeo GT Cabrio (2004)

Sulla base della GT, Bertone realizza anche un elegante cabriolet con capote chiara, rimasta esemplare unico e mai prodotta in serie nonostante la bontà dell’esecuzione.

Alfa Romeo Giulia SS (1963)

Modello rinnovato con motore di 1,6 litri della Giulia. Era la versione più spinta della gamma, votata al maggior coefficiente di penetrazione (la Giulietta SS fu la prima Alfa Romeo a infrangere i 200 km/h). Sinuosa e decisamente attraente, la sua linea mantiene e rielabora i tradizionali stilemi Alfa Romeo.

Lamborghini Miura S (1967)

La linea che Marcello Gandini disegnò per Bertone fu in grado di “vestire” la meccanica della nuova Lamborghini dotata del rivoluzionario motore 12 cilindri trasversale. La Miura è sinuosa ma vigorosa e fu la vettura che contribuì a proiettare il produttore emiliano nell’Olimpo delle supercar.

Alfa Romeo Montreal (1972)

Nel 1970, per definire la linea della nuova 8 cilindri stradale, Alfa Romeo si rivolge a Bertone. Nascerà la Montreal, vettura fortemente diversa dalle altre Alfa e anche dalla 33 da cui deriva (motore compreso, V8 di 2,6 litri da 200 CV). Il risultato è l’espressione di un estro e di un’abilità tipici dell’atelier Bertone.

NSU Trapèze (1973)

Per il Salone di Parigi del 1973 Bertone presentò una bellissima sportiva su base NSU Ro80. Il prototipo Trapèze monta il motore al centro, fra i due sedili posteriori, sfruttando la forma triangolare del propulsore Wankel. L’auto ha il profilo basso e sfuggente, il parabrezza panoramico, la coda raccolta e tagliata di netto.

Ferrari Rainbow (1976)

Dopo il modello di serie 308 GT4 già realizzata da Bertone, la stessa carrozzeria si lancia in un esercizio di stile sul medesimo telaio. Nasce l’avveniristica Rainbow, una “targa” che fa scivolare il tetto dietro gli schienali dei sedili. Lo stile propone

Volvo Tundra (1979)

Oltre alla collaborazione per veicoli di serie, quella con Volvo portò anche alla definizione, nel 1979, del prototipo Tundra, sviluppata sulla meccanica della 343. È un coupé compatto basso e largo con linee tagliate di netto molto moderne tanto da venir riprese per modelli successivi di Bertone.

Lamborghini Genesis (1988)

Per l’ultima dream car su base Lamborghini, Bertone scelse di estremizzare il concetto di station wagon presentando la Genesis, una casa viaggiante equipaggiata da un V12 da 455 CV posteriore. Ha le porte anteriori incernierate al centro del tetto, le due posteriori apribili scorrevoli e gli interni modulari.

Bertone Blitz (1992)

Prendendo spunto dalla filosofia della Rush, Bertone presenta un prototipo sportivo a propulsione elettrica. Linee tese e porte scorrevoli. I motori sono due con trasmissione a catena. Per ridurre il peso, il telaio è in tubi di acciaio e la carrozzeria in materiale composito. Tecnologici e d’effetto gli interni.

Bertone Z.E.R. (Zero Emission Record – 1994)

Al Salone di Torino, Bertone espose la modernissima Z.E.R. Mossa da un propulsore elettrico, era destinata ai record FIA 2. Il primo fu stabilito a Nardò nel 1994 percorrendo in un’ora 199,882 km. Raggiunse poi i 303,977 km/h sul chilometro lanciato e coprì 465 km alla media di 120 km/h con una carica.

Opel Slalom (1996)

Sulla base della Opel Calibra, Bertone realizza il prototipo Slalom, caratterizzato dalla linea coupè a due volumi molto sfuggente in coda. Il resto è ricco di spunti stilistici come il tetto in cristallo curvato, la carenatura trasparente dei fari che si prolunga fino al parabrezza.

Alfa Romeo GT (2004)

Quando nei primi anni del 2000 il Gruppo Fiat presenta l’Alfa Romeo 147, in molti pensano a una sua versione sportiva ispirata a tante antenate illustri. Fiat sceglie proprio Bertone per realizzare la GT, dotata di personalità sportiva e attraente, con linea di cintura alta, finestratura ridotta e tettuccio spiovente.

Jaguar B99 GT (2011).

È la versione da corsa per il campionato GT 2 della B99, caratterizzata dalla livrea grigio-verde acido e dalle appendici molto vistose. Alla propulsione della B99, aggiunge altri due motori elettrici trasformandola in una trazione integrale da quasi 1000 CV

Bertone Suagnà (2006)

Sulla meccanica della Fiat Grande Punto, nel 2006 Bertone realizza la Suagnà (di nuovo la scelta del nome attingendo dal “vocabolario piemontese”: significa “capolavoro”), un esercizio di stile che esalta la linea della compatta “best seller” Fiat: filante e sinuosa è una delle ultime dream car del carrozziere.

Alfa Romeo 2600 Sprint (1964)

Per realizzare la più potente Granturismo degli anni ‘60, Alfa Romeo si rivolge a Bertone: la “2600” ha una linea che si inserisce nella tradizione del Biscione ma con soluzioni inedite e una personalità molto forte. Il modello prende le mosse dalla 2000 Sprint, sempre di Bertone, ma arricchita dalla presa d’aria sul cofano.

Fiat 850 Spider (1968)

Quando la Fiat decise di produrre una due posti secchi scoperta sulla base della compatta 850, decise di rivolgersi a Bertone per avere un disegno nuovo e moderno. La Sport Spider ha una linea filante e compatta, l’abitacolo è ben rifinito e i proiettori anteriori carenati si ispiravano alla Testudo del 1963.

Lamborghini Espada (1970)

Per la sua GT a 4 posti, Lamborghini si rivolse a Bertone che realizzò la Espada 400 GT presentata nel 1968. Il suo carattere era decisamente sportivo: linea bassa, larga e filante, con il finestrino posteriore curvato verso il tetto dritto. Una quattro posti spinta da un poderoso V12 di 4 litri per 325 CV.

Bertone X 1/9 (1972)

La spiderina Fiat, in alcuni mercati come gli USA, venne venduta anche con il marchio Bertone, stessa operazione fatta per la Ritmo Cabrio. La vettura era dotata del motore da 1 litro e mezzo già montato sulla seconda serie del modello.

Citroën Camargue (1972)

Bertone realizzò numerosi prototipi su base Citroën. Uno di questi fu la Camargue con autotelaio della berlina GS. Una elegante hatchback 2+2 con lunotto degradante arricchito dalle due lunette di vetro. L’anteriore era impreziosito dal parabrezza curvo, tipico dei modelli Bertone di quegli anni.

Jaguar Ascot Coupé (1977)

Per riprendere i concetti rivoluzionari della Ferrari Rainbow, al Salone di Ginevra del 1977 Bertone presentò la Jaguar Ascot, su meccanica XJ-S. Per conseguire la linea a cuneo, Bertone abbassò otticamente il cofano anteriore a sbalzo sull’avantreno. Questa vettura risulta affilata e sfuggente.

Bertone Alfa Romeo Delfino (1983)

Sulla meccanica della sfortunata ammiraglia Alfa 6, Bertone realizza una coupé spigolosa e dalle linee nette chiamata Delfino, bassa e penetrante. Interessante il rapporto cristalli/carrozzeria che alleggerisce la linea della grande berlina Alfa Romeo.

Opel Kadett GSi Cabrio (1985)

È il 1983 quando inizia la collaborazione tra Opel e Bertone per la produzione di vetture di serie. Frutto di questo matrimonio è la Kadett GSi Cabrio, versione sbarazzina della media tedesca che sta già riscuotendo ampio successo. L’auto è subito riconoscibile per l’ampio roll-bar centrale e per il nuovo posteriore.

Lotus Emotion (1991)

Sul telaio tubolare della Lotus Esprit, nel 1991 Bertone realizza la Emotion, dall’aspetto estremo e molto sportivo con linee avvolgenti e tese istallate su un cuneo molto aerodinamico. La vettura è mossa da un 4 cilindri di 2,2 litri da 268 CV, lo stesso della Esprit.

Fiat Enduro Raid (1996)

Sulla base della Fiat Bravo, Bertone torna sul concetto della coupé sportiva che abbina doti fuoristradistiche con la Enduro 4×4, nome dato a una vettura compatta e decisamente alta da terra con coda inclinata e lunotto panoramico, muso corto e spiovente.

Saab 90 (2002)

La prima applicazione pratica della tecnologia “drive by wire” trova riscontro nella Saab 90, destinata a festeggiare i 90 anni della Bertone. Nata sul pianale della 95, presenta messaggi stilistico-funzionali che si vedranno nelle automobili future: i fari a lama di luce (oggi a LED) fiancata spoglia e compatta.

Cadillac Villa (2005)

Bertone torna in America con un prototipo sulla base della berlina di lusso SRX. Reinterpreta i concetti di monovolume prestigiosa dando al vetro e alla trasparenza ruoli da protagonisti. Il resto della linea è ben dissimulato dal tetto che va dai proiettori anteriori a quelli posteriori senza soluzione di continuità.

Bertone Barchetta (2007)

Dopo che la Fiat Barchetta lascia la scena senza eredi, nel 2007 Bertone reinterpreta il concetto con una vettura scoperta compatta, divertente e molto “preziosa” grazie alla carrozzeria in alluminio spazzolato e vetro. Le portiere si aprono verso l’alto, all’indietro.

Jaguar B99 (2011)

Uno degli ultimi capolavori dell’atelier Bertone è la Jaguar B99 GT, una berlina medio-superiore in grado di andare a competere con Audi A4 e BMW Serie 3. La linea è inserita in una rigida architettura a tre volumi resa elegante dalle porte a libro. Il nome rimanda ai 99 anni della Carrozzeria Bertone.