Rivista La Manovella

La Manovella

La Manovella rivista ufficiale dell'ASI

Per dialogare con i propri Tesserati e per dare maggior eco possibile alle proprie iniziative, l’Automotoclub Storico Italiano è particolarmente attivo anche nel settore della comunicazione. Il primo strumento divulgativo di ASI è il magazine “La Manovella”, che ha origini addirittura precedenti alla fondazione dell’Ente, essendo nato nel 1961 come organo ufficiale del Veteran Car Club Italia.

Negli anni, la rivista ha modificato la sua linea editoriale e anche la sua veste grafica in funzione della crescita e del cambiamento dell’ASI. La Manovella diffonde la cultura e contemporaneamente tiene informati i lettori su quanto avviene nell’ambito della Federazione. La sua tiratura la pone ai vertici internazionali dell’editoria del settore e nettamente al primo posto in ambito nazionale.
Dal 2009 è operativa la società ASI Service srl, con l’Automotoclub Storico Italiano come socio unico, che ha come unici scopi la promozione, l’acquisizione e la gestione di ogni attività connessa con la conoscenza, la valorizzazione e lo sviluppo del motorismo storico, sia in Italia sia all’estero.

In questo numero si parla di...

LEGGI LA MANOVELLA DI SETTEMBRE!

IN QUESTO NUMERO…

L’ultima vittoria di una Ferrari tricolore risale al 1966: al Gran Premio di Monza, il Cavallino schierò Lorenzo Bandini, Lodovico Scarfiotti e Mike Parkes con le 312 V12, e Giancarlo Baghetti con la 2400. Vinse Scarfiotti, andando a completare un poker di vittorie italiane al GP d’Italia iniziato con Nino Farina con l’Alfa Romeo nel 1950, seguito da Alberto Ascari con le Ferrari nel 1951 e 1952.

Fiat protagonista del primo Gran Premio d’Italia nel 1921: con la limitazione della cilindrata a 4,5 litri imposta dopo il 1912 e la pausa del costruttore torinese dalle grandi competizioni, con la serie dei modelli “800” nella quale spicca la 801/402 che disputò il primo GP d’Italia corso sul circuito “Fascia d’Oro” di Brescia-Montichiari il 4 settembre 1921: non vinse per un cedimento meccanico ma fu di gran lunga la più veloce.

Fornasari, piccolo costruttore vicentino, ha sempre concepito e realizzato automobili potenti, veloci, estrose ma soprattutto uniche. Libertà e autonomia progettuale gli hanno permesso di non piegarsi alle logiche dei grandi gruppi, resistendo a proposte di assorbimento anche allettanti.

Le BMW GS “due valvole” rappresentano le due facce del motociclismo: G sta per “gelande”, S sta per “strasse”, ossia terra e strada. Dietro quella sigla non c’è solo una moto che sarebbe balzata in testa alle classifiche di vendita per rimanerci da oltre quarant’anni: c’è proprio una categoria di due ruote, una filosofia e uno spirito che prima nessuno si era azzardato a proporre.

La Montesa Cota 123 è stata prodotta dal 1972 al 1986 in 11.050 esemplari, come sorella minore delle versioni 247 e 348. E’ caratterizzata da una buona maneggevolezza e, nonostante la cilindrata ridotta, non ha mai sofferto di complessi di inferiorità.

Come trasformare una compatta da famiglia in una “hot hatch” in grado di far ribollire il sangue ai più smanettoni? Con la serie delle Ritmo sportive in allestimento TC, dalla 105 alle 125 e 130 con motori 1600 e 2000 ed un pizzico di… Scorpione.

Moderna e dalla linea slanciata, accessibile ad un vasto pubblico: un mix vincente che ha reso la Opel Manta un vero e proprio fenomeno degli anni ’70.

Presentata nel 1947, la Studebaker Champion III Serie, disegnata dal grande Raymond Loewy, papà della leggendaria bottiglietta in vetro della Coca-Cola, anticipa un design vistoso e sovrabbondante che sarà la base delle automobili americane dei mitici anni ’50 e ’60.